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	<title>comunicazione &#8211; Studio Talpa</title>
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	<description>grafica, branding e comunicazione - Bologna</description>
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		<title>Foodraising antiviolenza.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Talpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 14:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale&Pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione del 25 novembre, molti ristoranti di Bologna ospitano la nostra nuova campagna di raccolta fondi per i centri antiviolenza CHIAMA chiAMA. Ecco cosa bolle in pentola e dove andare &#8220;A tavola contro la violenza&#8221;. Anche quest&#8217;anno, la giornata [&#8230;]]]></description>
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<p>In occasione del <strong>25 novembre</strong>, molti ristoranti di Bologna ospitano la nostra nuova campagna di raccolta fondi per i centri antiviolenza CHIAMA chiAMA. Ecco cosa bolle in pentola e dove andare <strong>&#8220;A tavola contro la violenza&#8221;</strong>.</p>



<p>Anche quest&#8217;anno, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne vede la collaborazione tra Studio Talpa e <strong>CHIAMA chiAMA</strong>, il servizio di ascolto e aiuto per le donne gestito da <strong>MondoDonna onlus</strong> a Bologna e in gran parte del territorio metropolitano.</p>



<p>L’associazione è sostenuta da <strong>Confesercenti</strong>, che ha coinvolto i suoi ristoratori: <strong>dal 24 al 30 novembre</strong> i clienti dei locali che aderiscono all’iniziativa trovano sulla porta la <strong>vetrofania</strong> con il <em>visual</em> della campagna e sul tavolo la <strong>cartolina</strong> che indica i piatti dedicati alla raccolta fondi.</p>



<p>Le ordinazioni da questo menu solidale si trasformano in donazioni per i centri antiviolenza: un meccanismo di <em>foodraising</em> che fa sentire i clienti parte attiva della campagna. Per completare la comunicazione, abbiamo progettato i <strong>contenuti</strong> <strong>social</strong> per i canali dell&#8217;associazione MondoDonna: seguiteli per saperne di più (e magari contribuire con una cena).</p>



<p>Se poi non siete sazi di <strong>comunicazione socialmente responsabile</strong>, nel <a href="https://studiotalpa.it/portfolio-progetti-studio-talpa/">portfolio</a> di Studio Talpa trovate pane per i vostri denti: progetti sulla violenza di genere, la sostenibilità ambientale o l’inclusione lavorativa. Perché creatività e temi sociali possono sedere fianco a fianco.</p>



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		<title>Per raccontare un progetto, raccontiamo una persona.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Talpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 16:36:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Un/Frequently Asked Questions]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Domanda: &#8220;Come rendo più coinvolgente &#8216;sto contenuto? Il progetto è pure interessante ma accidenti se è complicato&#8230;&#8221; Risposta: &#8220;Mettiamoci dei protagonisti, delle persone: a costo di inventarcele!&#8221; Con il nuovo anno riprendiamo la seguitissima serie &#8220;UAQ: un/frequently asked questions&#8221; (stagione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domanda: &#8220;Come rendo più coinvolgente &#8216;sto contenuto? Il progetto è pure interessante ma accidenti se è complicato&#8230;&#8221; Risposta: &#8220;Mettiamoci dei protagonisti, delle persone: a costo di inventarcele!&#8221;<br />
Con il nuovo anno riprendiamo la seguitissima serie &#8220;UAQ: un/frequently asked questions&#8221; (stagione 2, episodio 1), anche nota come &#8220;Ma chi te l&#8217;ha chiesto?&#8221;. Ecco un esempio pratico di come si può far sentire il pubblico più vicino a un tema complesso e articolato. È un <strong>blog post</strong> (ma il consiglio rimane valido anche su altri media).</p>
<p>Il titolo è <a href="http://noino.org/blog-post.php?id=9329&amp;c=3703&amp;title=Differenze%20di%20genere,%20generazioni%20differenti.">&#8220;Differenze di genere, generazioni differenti&#8221;</a>: lo abbiamo pubblicato qualche anno fa sul sito di <a href="https://studiotalpa.it/portfolio-item/noino-org/" data-attribute-index="11">NoiNo.org</a>, il progetto di comunicazione sociale della <strong>Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna</strong> che seguiamo dal 2012. I protagonisti del post sono <strong>Samuel e Carla</strong> (anzi, &#8220;la&#8221; Carla): differenti per età, genere e origini, uniti apparentemente solo dal fatto che vivono a Bologna e che hanno preso parte a due appuntamenti del calendario di NoiNo.org.</p>
<p>In realtà, alla fine del post si scopre che il ragazzino e l&#8217;anziana signora sono <strong>personaggi di finzione</strong>, delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Persona_(user_experience)">&#8220;personas&#8221;</a> che racchiudono le caratteristiche significative dei veri partecipanti al progetto.  Un artificio narrativo che può essere applicato non solo a temi sociali come la diversity o la parità di genere ma anche alla formazione, alla comunicazione interna, alla partecipazione o al turismo ma anche alla tecnologia&#8230; Insomma a <strong>qualunque ambito di comunicazione o settore di mercato</strong>, basta che coinvolga un pubblico di utenti potenzialmente vasto e che debba essere divulgato.</p>
<p>Perché <strong>ogni progetto può diventare una storia</strong>, con dei protagonisti e dei personaggi. Attraverso i loro occhi, il pubblico si sentirà più partecipe. E potrà seguire tutto il percorso di comunicazione &#8211; anche quello articolato di un <strong>longform</strong> &#8211; attraverso un filo conduttore. Ma non solo. La dimensione umana e la narratività possono essere proprio la chiave per avvicinare un target allargato a un contenuto <em>corporate</em> o da addetti ai lavori, scegliendo un registro più &#8220;caldo&#8221;.</p>
<p>A proposito, magari ora questa storiella vi sembrerà <strong>la scoperta dell&#8217;acqua calda.</strong> Ma attenzione: quando seguiamo un progetto da tempo o lo conosciamo da <em>insider</em>, tendiamo a dimenticarci proprio una cosa lapalissiana: il pubblico &#8211; anche il più specifico &#8211; è molto meno coinvolto di noi. In termini tecnici: il target si stava facendo i fatti suoi, quando siamo arrivati noi col nostro contenuto. Meglio che sia interessante, no? Ecco, cercare &#8211; o creare un protagonista &#8211; per <strong>raccontare la stessa storia da un altro punto di vista</strong> può essere un esercizio molto utile. Prima di tutto a noi comunicatori.<br />
PS Un po&#8217; di freddi numeri dopo tante calorose parole. Il post in questione ha ottenuto circa 7.000 letture (vere). Che non è una cifra da Aranzulla, lo sappiamo. Ma viene solo da un po&#8217; di social organici e dal passaparola spontaneo su piccoli eventi locali. Non male, per un adolescente e un&#8217;anziana signora inesistenti.</p>
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