<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>strategia &#8211; Studio Talpa</title>
	<atom:link href="https://studiotalpa.it/tag/strategia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://studiotalpa.it</link>
	<description>grafica, branding e comunicazione - Bologna</description>
	<lastBuildDate>Wed, 26 Jan 2022 15:09:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://studiotalpa.it/wp-content/uploads/2016/09/cropped-icona-talpa-32x32.png</url>
	<title>strategia &#8211; Studio Talpa</title>
	<link>https://studiotalpa.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Black walls matter (and pink hair too).</title>
		<link>https://studiotalpa.it/2020/06/09/black-walls-matter-and-pink-hair-too/</link>
					<comments>https://studiotalpa.it/2020/06/09/black-walls-matter-and-pink-hair-too/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Talpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 13:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studiotalpa.it/_sito2016/?p=12582</guid>

					<description><![CDATA[I profili social si dipingono di nero per protesta contro il razzismo. Ma ci sono anche metodi più inaspettati per lanciare messaggi sociali (e per comunicare in generale). Qui parliamo di suprematisti russi, suprematisti bianchi e pop coreano. Ma cominciamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I profili social si dipingono di nero per protesta contro il razzismo. Ma ci sono anche metodi più inaspettati per lanciare messaggi sociali (e per comunicare in generale). Qui parliamo di suprematisti russi, suprematisti bianchi e pop coreano. Ma cominciamo da un muro nero. Non da un &#8220;social media wall&#8221; ma di un muro vero e proprio, in centro a Bologna.</p>
<p><strong>&#8220;Spazio a disposizione dei writers&#8221;</strong>, dice il cartello. Sotto la scritta c&#8217;è un grande pannello nero. È il retro di un negozio, un punto vendita in franchising che sfrutta il suo spazio esterno per combattere il &#8220;vandalismo grafico&#8221; nelle vie dello shopping. Ma in modo friendly. Il messaggio è: &#8220;Ragazzi, non fate tag in giro, qui c’è un bello spazio tutto per voi. Potevamo metterci i nostri poster e invece ve lo lasciamo a disposizione. Visto che buoni? Fate i bravi anche voi.&#8221; Risultato?</p>
<p>Parete nera intonsa. Più nera del “Quadrato nero” di <strong>Kazimir Malevich</strong>, il suprematista russo. Due metri più in là, il solito intrico di tag illeggibili. A sfregio. Perché? Il brand ha tentato un&#8217;operazione &#8220;alternativa&#8221;, strizzando l&#8217;occhio al target giovanile. Ma il target a cui era rivolto il messaggio è &#8220;trasgressivo&#8221;, quindi non apprezza il messaggio conciliante. Specie se viene dall&#8217;alto del marketing. E quindi lo punisce, facendo esattamente il contrario: &#8220;Volevate un tocco di streetstyle? A gratis? Tie&#8217;.&#8221;</p>
<p>Se i manager del punto vendita volevano dei graffiti, avrebbero fatto meglio a piazzare sopra il loro muro nero un bel divieto. Si chiama <strong>&#8220;psicologia inversa&#8221;</strong>, la pubblicità la usa da anni. <a href="https://digitalsparkmarketing.com/reverse-psychology/?fbclid=IwAR30lVnqepuYbr1G_Vp3qKr8bcpzIZ6fOxgigN8zgyrdqaolTb-1qTC-898">Rubiamo</a> una definizione: &#8220;Il metodo per portare qualcuno a fare ciò che si vuole, dichiarando di non volerlo o di volere qualcos&#8217;altro.&#8221; Naturalmente, non è così meccanico: ci vuole un legame con il brand e i suoi valori. Ecco perché sopra queste righe non c&#8217;è scritto &#8220;Non leggete questo post&#8221;. Questa è una piccola storia, rispetto clamore degli eventi che incendiano l&#8217;America. Ma attenzione a non sottovalutare il proprio target e il suo desiderio di disobbedire, le potenzialità di una community e la forza di un&#8217;idea sorprendente. Il che ci porta al <strong>pop coreano</strong>.</p>
<p>Dopo lo shock per l&#8217;uccisione di George Floyd e la diffusione mondiale dei vari #Icantbreath, #blacklivesmatter ecc. i conservatori trumpiani lanciano la loro controffensiva mediatica con hashtag tipo &#8220;white lives matter&#8221;. Ma cosa trova chi li cerca su Instagram o Twitter? Un mare di capelli rosa, cosplay di Sailor Moon e canzoncine con l&#8217;autotune.</p>
<p>Cos&#8217;è successo? Negli USA i fan delle boy/girl band coreane costituiscono una community web molto ampia. Unita non solo dall&#8217;amore per il cosiddetto k-pop ma &#8211; sorpresa! &#8211; anche dall&#8217;antirazzismo. Ed ecco che migliaia di ragazze e ragazzi rimescolano le carte: non si limitano a postare muri neri, ma si impossessano degli hashtag dei <a href="https://youtu.be/qCtvuIWvnEw">nazisti dell’Illinois</a> e li usano per contrassegnare foto, meme e video con i loro idoli teenager, in una gigantesca operazione di sabotaggio mediatico. Teenager di seconda generazione 1, haters 0.</p>
<p>Questi due aneddoti, nella loro diversità di contesto e dimensione, hanno molto da dire a chi si occupa di creatività. Anche se non riguardano direttamente un progetto di comunicazione. D&#8217;altra parte, <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/2019/11/30/media_hacker_come_modificare_i_mezzi_per_comunicare_meglio/">l&#8217;hackeraggio dei media</a> e il <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/noino-org/">community building</a> sono due nostre passioni da sempre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://studiotalpa.it/2020/06/09/black-walls-matter-and-pink-hair-too/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La comunicazione fa crescere il sociale.</title>
		<link>https://studiotalpa.it/2020/06/05/la-comunicazione-che-fa-crescere-il-sociale/</link>
					<comments>https://studiotalpa.it/2020/06/05/la-comunicazione-che-fa-crescere-il-sociale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Talpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 11:43:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>
		<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[branding]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studiotalpa.it/_sito2016/?p=12463</guid>

					<description><![CDATA[Manuale pratico di coltura del brand per il non-profit, con esempi dalla nostra esperienza sul campo. La comunicazione, anche nel sociale, è una questione tanto di cultura quanto di coltura. Di competenza e di esperienza. Come far crescere la brand identity? Con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Manuale pratico di coltura del brand per il non-profit, con esempi dalla nostra esperienza sul campo. </strong>La comunicazione, anche nel sociale, è una questione tanto di cultura quanto di <em>coltura</em>. Di competenza e di esperienza. Come far crescere la <em>brand identity</em>? Con quali strumenti si coltivano i <strong>contatti</strong>? Perché raccogliere <strong>dati</strong>? Per rispondere, abbiamo raccolto alcune <strong>buone pratiche</strong> e vari link al nostro portfolio, selezionati nel corso di varie stagioni a fianco di associazioni, cooperative sociali, fondazioni e istituzioni pubbliche. È una <strong>breve guida in sette punti.</strong> Ma se volete essere ancora più pragmatici e veloci, potete <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/contatti-studio-talpa/">contattarci</a> direttamente.</p>
<p><strong>Panorama &#8211; perché il non-profit non può non-comunicare?</strong><br />
Si prendono già cura delle persone, del territorio, delle comunità&#8230; Perché le realtà non-profit dovrebbero coltivare anche la loro comunicazione? Prima di tutto, per la loro rilevanza. In Italia l&#8217;etichetta generica di &#8220;terzo settore&#8221; indica ben <strong>330.000 soggetti</strong>, che generano un valore economico complessivo di <strong>70 miliardi di Euro</strong> e occupano <strong>790.000 dipendenti</strong> (dati <a href="http://www.coopupbologna.it/2019/01/14/coopup-bologna-incontro-v-la-riforma-del-terzo-settore-limpresa-sociale-e-la-governace-cooperativa/">Confcooperative Bologna</a>). Ma non è solo una questione di cifre.<br />
Il sociale deve rendere conto (cioè comunicare) a una pluralità di interlocutori: <em>stakeholders</em>, istituzioni, cittadini, beneficiari, soci, lavoratori, donatori&#8230; Ed ecco che la comunicazione diventa un&#8217;attività complementare inevitabile. Che però spesso non ha un budget dedicato. Ma come si &#8220;razionalizza&#8221; l&#8217;investimento in un campo che &#8211; per definizione &#8211; ha a che fare con la &#8220;creatività&#8221;? Cominciamo dalle basi.</p>
<p><strong>Terreno. Il logo e l&#8217;immagine coordinata.</strong><br />
Per una realtà non-profit, i beni meno tangibili sono tra quelli più preziosi: i valori, la fiducia degli utenti, la dedizione dei soci&#8230; In una parola, <strong>l&#8217;identità</strong>. Come tradurla in una <em>identity</em>? Conoscere la storia in cui il brand affonda le radici è importante. Ma si deve anche dissodare l&#8217;immaginario. Perché il <em>graphic design</em> di un <strong>logo</strong> non è un racconto né un collage di simboli, ma il cuore di un progetto di <em>branding</em> funzionale (riproducibile in tutti i supporti e in ogni dimensione, ad esempio): il terreno su cui altri strumenti si svilupperanno, rimanendo riconoscibili.<br />
La serie completa di brochure, pieghevoli e altri strumenti cartacei e digitali per le iniziative di <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/mondodonna-onlus-2/">MondoDonna Onlus</a> sarebbe stata meno efficace, senza il radicale rinnovamento dello storico logo dell&#8217;associazione. Nel caso di <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/noino-org/">NoiNo.org</a>, la prima community di &#8220;uomini contro la violenza sulle donne&#8221;, il brand nasce insieme al progetto, dal bando della <strong>Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna</strong>. In ogni caso, il <em>branding</em> è un terreno fertile per la creatività: il nostro lato ludico emerge dagli asili nido di <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/nidi-dinfanzia/">Società Dolce</a>, ma anche dalla proposta per un nuovo museo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" src="https://studiotalpa.it/mud-LOGO-animato.gif" /></p>
<p><strong><br />
Dissemination. Per non disperdere al vento il budget dei progetti europei.</strong><br />
La comunicazione appare nei bandi della Comunità Europea sotto la voce <em>dissemination</em>: un&#8217;espressione suggestiva, che evoca i tempi in cui si le sementi si spargevano a manciate, sperando nella benevolenza del clima e nella credibilità degli spaventapasseri. Gesti antichi, rischi attuali. Chi presenta alla valutazione un piano poco convincente può ritrovarsi con un punteggio più magro di quel che si merita. Ma non seminiamo pessimismo! Coinvolgere dei <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/contatti-studio-talpa/">professionisti della comunicazione</a> è la soluzione per ottimizzare il budget e restituire alla comunità il valore del progetto. Così sono nate le campagne per i progetti <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/amitie/">Amitie</a> (con <strong>GVC Onlus</strong> e <strong>Cineteca di Bologna</strong>) e <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/amitie-code/">Amitie Code</a> (con il <strong>Comune di Bologna</strong>), la collaborazione con <strong>l&#8217;Istituto Carlo Cattaneo</strong> (progetto Daphne &#8211; Addressing Sexual Violence against Refugee Women, con e MondoDonna Onlus) e quella con <strong>ERVET</strong> (progetto LIFE IRIS).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11641" src="https://studiotalpa.it/_sito2016/wp-content/uploads/2017/04/AMITIE-campagna-proposta-2.png" alt="" width="1100" height="1100" srcset="https://studiotalpa.it/wp-content/uploads/2017/04/AMITIE-campagna-proposta-2.png 1100w, https://studiotalpa.it/wp-content/uploads/2017/04/AMITIE-campagna-proposta-2-150x150.png 150w, https://studiotalpa.it/wp-content/uploads/2017/04/AMITIE-campagna-proposta-2-300x300.png 300w, https://studiotalpa.it/wp-content/uploads/2017/04/AMITIE-campagna-proposta-2-768x768.png 768w, https://studiotalpa.it/wp-content/uploads/2017/04/AMITIE-campagna-proposta-2-1024x1024.png 1024w, https://studiotalpa.it/wp-content/uploads/2017/04/AMITIE-campagna-proposta-2-550x550.png 550w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Radici. Strumenti essenziali (anche se l&#8217;essenziale sono i contenuti).</strong><br />
Una volta definita (o ristrutturata) la <em>brand identity</em>, l&#8217;impresa sociale può iniziare a strutturare la sua presenza. Gli strumenti di base per farlo sono molti: brochure cartacea, presentazione digitale, sito web, pieghevoli, locandine, cartoline, social network&#8230; tutti a Km zero (non implicano il costo dei media), ognuno con le sue caratteristiche&#8230; Da dove cominciare? Il nostro lavoro con un&#8217;impresa sociale comincia accompagnandola nella scelta del contenitore più adatto. Ma quello che fa davvero la differenza è il <strong>contenuto</strong>: cosa dire e come dirlo, cosa mostrare e cosa evocare.<br />
Così la <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/ricerca-personale/">campagna</a> per la ricerca di personale di <strong>Società Dolce</strong> può essere più vicina <em>all&#8217;advertising</em>, mentre il sito web per un <a href="https://www.consorzioindaco.it">consorzio di cooperative</a> è più istituzionale, anche se entrambi i progetti condividono lo stesso committente.</p>
<p><strong>Coltivazione. I mezzi per crescere, anche uscendo dal seminato.</strong><br />
Arriva il momento di andare oltre la comunicazione istituzionale. Per aumentare la notorietà, per presidiare un territorio, per lanciare dei servizi&#8230; in una parola: per crescere. Ed è un po&#8217; come passare dalla coltivazione in serra al campo aperto: il panorama di scelte si amplia, le variabili aumentano, il <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/contatti-studio-talpa/">supporto creativo e strategico</a> diventa fondamentale. Anche per ottimizzare l&#8217;investimento.<br />
Le tradizionali campagne <em>advertising</em> sono una soluzione per chi ha un servizio da promuovere sul mercato e un budget dedicato: è il caso dell&#8217;affissione dinamica per <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/bye-bye-city-2/">Bye Bye City</a>. Ma si può anche osare una campagna unconventional come <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/archeopolis/">Archeopolis</a>, il festival del <strong>Museo Civico Archeologico di Bologna</strong>. Tenendo ben presente che per fare <em>guerrilla marketing</em> o animare un evento servono un piano, dei partner e del tempo. E quando il tempo non è favorevole? Un testimonial &#8220;a crescita rapida&#8221; come <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/sportelliaperti/">Lo Stato Sociale</a> o gli <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/ambulance-dance/">Skiantos</a>, promossi tramite l&#8217;<strong>ufficio stampa</strong> e il <strong>social media management</strong>, richiamano l&#8217;attenzione e raccolgono contatti. E i contatti, coltivati con cura, continuano a dare frutti nel tempo.</p>
<p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/29254861?h=185335903d&amp;dnt=1&amp;app_id=122963" width="1060" height="596" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen title="All&amp;#039;attacco! Guerrilla urbana a Bononia."></iframe><br />
<strong><br />
Raccolta. La creatività fa i conti con i dati. </strong><br />
Per <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/contatti-studio-talpa/">Studio Talpa</a> misurarsi con i risultati è naturale. Perché un&#8217;idea non fiorisce dal nulla. L&#8217;humus che nutre un progetto di comunicazione sociale sono le informazioni, mentre l&#8217;analisi dei dati è lo strumento per programmare lo sviluppo futuro di una campagna. Per questo motiviamo sempre le nostre proposte creative e concludiamo i progetti &#8211; in particolare quelli digitali &#8211; con un <em>report</em> basato sulle informazioni di Analytics, Insight e così via. Un esempio? Nel caso del quiz on line sull&#8217;educazione ambientale di <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/hera-water-challenge/">Hera</a>, la redemption superiore alla media ci ha confermato che il tono e lo strumento giocoso sono stati la scelta giusta. Anche se sappiamo che la qualità e il ruolo sociale di un messaggio non si valutano solo con i numeri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-12457" src="https://studiotalpa.it/_sito2016/wp-content/uploads/2019/03/acquiz-animazione-72.gif" alt="Quiz on line creativo" width="1100" height="1100" /></p>
<p><strong><br />
Biodiversità. Per campagne sociali stereotipo-free.</strong><br />
Il rispetto per le persone e il rifiuto dei pregiudizi dovrebbero far parte di tutte le attività di comunicazione. Ma sono una necessità assoluta quando il committente è un&#8217;istituzione pubblica o una realtà del privato sociale. Per una questione di coerenza, ovviamente, ma soprattutto di consapevolezza: i media contribuiscono a rafforzare e diffondere immaginari, linguaggi, modelli di comportamento. Quali? La scelta sta a ognuno di noi. <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/contatti-studio-talpa/">Studio Talpa</a> ha scelto di non cospargere l&#8217;ecosistema della comunicazione di luoghi comuni tossici, e di diffondere il più possibile contenuti che coinvolgono l&#8217;intelligenza e l&#8217;empatia degli interlocutori. È una sfida per la creatività, che si nutre di riferimenti all&#8217;immaginario collettivo: ma ne vale la pena. Perché non crediamo che il fine giustifichi i mezzi, né tantomeno i messaggi.</p>
<p>Crediamo che una buona comunicazione contribuisca alla funzione sociale delle realtà non-profit. Crediamo che la <strong>Corporate Social Responsability</strong> sia una leva potente per il <em>branding</em> delle aziende private, ma richieda un team creativo con un&#8217;esperienza specifica. Condividete? Crediamo che sia un&#8217;ottimo motivo per <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/contatti-studio-talpa/">contattare Studio Talpa</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://studiotalpa.it/2020/06/05/la-comunicazione-che-fa-crescere-il-sociale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Perché vi chiamate così?&#8221;</title>
		<link>https://studiotalpa.it/2020/03/30/perche-vi-chiamate-studio-talpa/</link>
					<comments>https://studiotalpa.it/2020/03/30/perche-vi-chiamate-studio-talpa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Talpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 11:40:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Un/Frequently Asked Questions]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[keywords]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studiotalpa.it/_sito2016/?p=11866</guid>

					<description><![CDATA[Un/Frequentely Asked Questions, numero 1. Se c&#8217;è una regola, in comunicazione, è questa: se vuoi che gli altri ti ascoltino, parti da quello che ti chiedono. Quindi abbiamo fatto una lista di alcune domande (più o meno) frequenti, per raccontare chi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un/Frequentely Asked Questions, numero 1. Se c&#8217;è una regola, in comunicazione, è questa: se vuoi che gli altri ti ascoltino, parti da quello che ti chiedono. Quindi abbiamo fatto una lista di alcune <strong>domande (più o meno) frequenti</strong>, per raccontare chi siamo e cosa facciamo qui in Studio Talpa. Ci sono le FAQ vere e proprie: quelle che tutti, ma proprio tutti, ci fanno quando ci presentiamo. E poi ci sono anche le domande che <em>noi</em> vorremmo sentirci rivolgere ma &#8211; chissà perché &#8211; ci fanno raramente. Ma soprattutto ci sono le risposte. Forse non sono esattamente quelle che vi aspettate e, proprio per questo, potrebbero essere la soluzione che cercate. Ma cominciamo con la prima Un/FAQ!</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Perché vi chiamate Studio Talpa?</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In effetti, la parola &#8220;studio&#8221; desta curiosità.</strong> Ma ci rappresenta: noi siamo un gruppo di art director, copywriter, graphic designer, web developer che affrontano tutti gli aspetti di un&#8217;esigenza di comunicazione (l&#8217;immagine, il contenuto, gli strumenti, gli obiettivi, le risorse a disposizione). E trovano una soluzione. Lo &#8220;studio&#8221; è il luogo d&#8217;incontro tra le nostre competenze, ma anche il nostro metodo di lavoro. Perché La &#8220;creatività&#8221; è il progetto nel suo insieme, non nell&#8217;idea con cui riempi gli spazi di uno o più media prestabiliti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Sì ma&#8230; intendevamo: perché &#8220;Talpa&#8221;?</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ehm&#8230; certo! Ma prima volevamo raccontarvi anche chi c&#8217;è sotto questo nome strambo. Che abbiamo scelto perché&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211;   perché <strong>scaviamo nel brief</strong> fino ad arrivare a un pubblico specifico, con strumenti mirati;<br />
&#8211;   perché <strong>scendiamo nei dettagli</strong> per coordinare tutti gli elementi dei progetti di comunicazione integrata;<br />
&#8211;   perché abbiamo un <strong>approccio di nicchia</strong>, anche quando parliamo al grande pubblico con <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/noino-org/">NoiNo.org</a> o <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-item/chiedikamut-it/">Kamut</a>;<br />
&#8211;   perché vogliamo <strong>emergere nel panorama</strong> della comunicazione usando i mezzi in modo non convenzionale;<br />
&#8211;   last but not least, <strong>ci chiamiamo Studio Talpa</strong> perché la nostra prima tana era in uno spazio semi-underground!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Abbiamo cominciato la nostra attività indipendente nel 2004.</strong> Dopo un decennio in agenzie di advertising e direct marketing, eravamo sicuri di una cosa: siamo professionisti seri, non gente che si prende troppo sul serio. E l&#8217;idea di fare comunicazione visiva con un nome che evoca vista corta ci faceva sorridere. Anche se in fondo non è insensato. Oggi chi comunica non può affidarsi alla pura e semplice visibilità: bisogna affinare tutti i sensi per entrare in connessione con il pubblico. Noi abbiamo sviluppato un udito sopraffino, per esempio. Come dicevamo all&#8217;inizio:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Se vuoi che gli altri ti ascoltino, parti da quello che ti chiedono.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Allora, questa prima risposta vi ha convinto?</strong> Siamo riusciti a &#8220;comunicare in profondità&#8221; con voi attraverso le nostre metafore talpesche? Lo sapremo quando andrete alla pagina <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/contatti-studio-talpa/">contatti</a>. Intanto, vi abbiamo dato una prima spiegazione di come nascono i progetti che vedete nel <a href="https://studiotalpa.it/_sito2016/portfolio-progetti-studio-talpa/">portfolio</a>. E le domande che iniziamo per &#8220;come&#8221; sono le più frequenti, se vi fidate di <a href="https://trends.google.it/trends/yis/2018/IT/">Google Trends</a>.  Certo, difficilmente le curiosità sullo Studio Talpa attireranno la stessa quantità di traffico di questioni ben più importanti (tipo <a href="https://www.wired.it/internet/web/2016/12/14/ricerche-google-2016/">&#8220;come fare lo slime&#8221;</a>). Ma ce ne faremo una ragione. Perché questa non è una <em>vision</em> (che parolona!) ma semplicemente il nostro punto di vista sulla comunicazione. Ma guarda: un altro motivo per chiamarci Studio Talpa!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://studiotalpa.it/2020/03/30/perche-vi-chiamate-studio-talpa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
